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Sulle Ali della Storia III/4+/M8+ – Nuova linea di misto al Pian della Mussa

marzo 1, 2018

“Appena ghiaccia dobbiamo andare a ripetere una mia via al Pian del Mussa!”
Così Muyo, al secolo Giancarlo Maritano, Guida Alpina e Gestore del Rifugio Città di Ciriè, aveva iniziato il discorso sui bellicosi progetti invernali. Ma la cosa interessante era il proseguo del suo incipit: ” …ma se si forma,Umbe, c’è una super linea che aspetta la prima!”
Fatto. L’idea di ripetere qualcosa era già svanita. La “prima” era entrata in testa.

Il 31 gennaio siamo sotto le abominevoli stalattiti della suddetta linea. Muyo me l’aveva simpaticamente venduta con ” ma si, tre tiri di ghiaccio, 10/15 metri di dry e siamo fuori!” Entusiasta e ottimista. Ecco la descrizione che avrei dato di Muyo in quell’istante.
La linea è veramente bella e, almeno la parte di ghiaccio, non sembra difficile. L’obiettivo sarebbe quello di aprire una via non estrema, non per tutti ma salibile da molti, solo la parte di roccia ci preoccupa un po’ per la lunghezza e per quanto aggetta in fuori.
Con tre bei tiri di ghiaccio arriviamo al sicuro dalla caduta delle giga-stalattiti e alla base del dry.
L’entusiasmo è a mille, meno la mia schiena  dato che fino a qui ho fatto il secondo con il saccone a spalle. I tiri di ghiaccio ci hanno gasato e ora si attacca la roccia. Marcia.Tanto marcia!
Per fortuna la linea è evidente. Parto a chiodare il primo tiro di dry. 25 metri in traverso con un gran bel vuoto sotto.
Un terrazzino perfetto indica la sosta. Recupero Muyo. Siamo veramente felici. Ora siamo certi di aver trovato un bel gioco nuovo ma si è fatto tradi e dobbimo scendere.
Torniamo il 6 febbraio a chiudere i conti. Parte Muyo a chiodare il secondo tiro di dry. Oramai siamo a 120 mertri da terra e i sassi che Muyo fa cadere non toccano mai la parete. Solo il pendio sottostante. Che posto spettacolare!

Tolte le imprecazioni per la roccia marcia il lavoro fila liscio. Magistralmente Muyo guadagna la nicchia dietro le stalattit e, stufo del vuoto subito per tutto il tiro, si caccia talmente in fondo alla nicchia che temo voglia sistemarsi per il letargo e attendere l’estate.
Per fortuna mi recupera e mungendo tutto entro anche io nell’accogliente grotta.
FATTA!!! La linea è aperta!
“Sulle ali della storia” è realtà ma, visto che non siam venuti solo a fare i carpentieri, una cosa manca all’appello: LA LIBERA!

 

La libera è sempre un po’ preoccupante quando si chioda una via.
“Saremo in grado di passare dove abbiamo chiodato o abbiamo fatto il passo più lungo della gamba?”
Con questo pensiero torniamo la settimana dopo. Senza trapano ma con il pesante fardello spiegato poc’anzi.
Gli indugi vengono rotti sul primo tiro di dry. Ansimando, sbuffando, invendo contro il chiodatore(!) ne veniamo a capo.
Spettacolare. Movimenti fantastici ma non impossibili e in un ambiente  di tutto rispetto.
Il primo tiro di dry di “Sulle ali della storia” è ufficialmente nato. M7+.
Il secondo ci crea qualche problema in più e purtroppo non entra,complice anche la ghisata presa sul tiro precendente.
Un ultimo appuntamento è quindi d’obbligo.
In compagnia di Davide Sacchetti, la settimana successiva, saliamo velocemente fino al tiro in questione. Lo monto, lo studio e riparto. La squenza questa volta viene e con i primi ficchi di neve della prevista perturbazione ci troviamo a scendere per l’ultima volta lungo la super doppia che con 60 metri esatti nel vuoto ci deposita con i piedi per terra a metà parete. Un’altra lunga doppia e l’avventura su “Sulle Ali della storia” ha termine.

 

SULLE ALI DELLA STORIA  III/4+/M8+

Apritori: Giancarlo Maritano, alias Muyo e Umberto Bado 31 gennaio e 6 febbraio 2018
Difficoltà: III/4+/ M8+
Sviluppo: 165 m
Materiale: attrezzatura completa da cascate + 12 rinvii

Avvicinamento
Da Balme seguire la pista pedonale  che conduce al pian della Mussa. Giunti sotto il Rifugio Città di Ciriè abbandonare la pista e dirigersi vero la cascata. 2h30 Utili sci o ciaspole.

La salita

L1: salire la rampa ghiacciata stando contro le rocce al riparo dalle stalattiti. Sosta su viti in una nicchia. 50m, grado  3

L2: uscire dalla nicchia e salire su ghiaccio sovente crostoso tornando velocemente contro la parete rocciosa a destra. Parte molto esposta alla caduta di ghiaccio. Continuare fino a raggiungere un ampio terrazzo dove si sosta su ghiaccio sotto l’ultimo tiro. 40 m 3+ A metà tiro vi è una sosta a fix da usare in discesa. In salita è meglio continuare fino sotto il muro successivo
L4: salire l’ultima parte di ghiaccio fino contro le rocce strapiombanti. Sosta a fix sulla destra. 30 m, 4+
L5: salire il breve candelotto di ghiaccio per raggiungere il primo fix del tiro di dry che sale in obliquo verso destra fino ad un piccolo terrazzino dove si sosta. 25 m M7+
L6: sempre in obliquo verso destra il tiro raggiunge prima una piccola colata isolata e poi la sosta posta all’ingresso della grotta tra roccia e ghiaccio che segna il termine delle difficoltà e della via. 20m M8+
Per recuperare è  consigliabile non sostare alla sosta di calata( scomoda) ma usare il fix ( e una vite) posto al fondo della grotta.

Discesa

Due doppie da 60 metri

Prima doppia: RINVIARE(!!!) gli ultimi 3 fix dell’ultimo tiro e calarsi nel vuoto fino davanti alla sosta a fix a metà del secondo tiro. Raggiungerla pendolando e risalendo qualche metro. 58 m!
Seconda doppia: calarsi fino al termine delle corde giungendo alla base della cascata. Doppia esposta alla caduta delle grandi stalattiti.

 

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