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Parole ed immagini per raccontare le avventure vissute insieme a Voi

Vanessa robe neire III/5+/M9 Ao

Gennaio 25, 2017

 

Dopo una partenza a rilento l’inverno è giunto anche tra le pieghe di roccia della Valle Orco.
In poco tempo sono comparse linee ovunque e il gioco è iniziato come non succedeva da qualche anno. Sono periodi da cogliere al volo senza troppi indugi perchè ” oggi siamo a meno quindici e domani potremmo essere a scalare al Sergent in maglietta!”

Nel 2010 scoprimmo con Andrea Ruffino questa gola ed il suo nastro ghiacciato ma salimmo solo la prima parte deviando poi a sinistra su alcune colonne invitanti. Naque la cascata della Ninfa ( III/4, 150 m) ma il vero obiettivo era la grande colonna sospesa in cima alla gola.
Tornai con Marco e Mauro Appino poco tempo dopo e riuscimmo a salire tutta la goulotte, attrezzare il tiro di dry e mettere le soste sulla colonna ma, a causa dell’ora tarda e ancor più dei timori, non salimmo la colonna. Grave errore.
Vanessa non si formò più.
Da allora, ogni inverno prevedeva il pellegrinaggio con il binocolo sotto la colonna ma nulla. Non ne volle sapere di formarsi. Fino ad oggi. Sette anni dopo.

Decisi a concludere il corteggiamento a tutti i costi, ci ritroviamo a salire veloci per la fine goulotte che in quattro lunghi e stupendi tiri “montagna-style” porta sotto la colonna. Con noi c’è Davide Sacchetti ,amico di vecchia data, gran ghiacciatore e amante delle avventure (ravange).
Diamo la precedenza alla salita della colonna, per cui ci caliamo dall’alto, evitando il dry, fino alla sua base. Quest’anno è magra e non tocca per cui piazziamo quattro spit sulla roccia per poter proteggere adeguatamente l’aggancio della grande stalattite.
L’onore tocca a Marco.
E’ un piacere vederlo scalare tranquillo e delicato sulla colonna. Soprattutto perchè sotto ci sono io!
Sbuffi ad ogni passaggio strapiombante, sospiri di sollievo ad ogni riposo e poi un urlo secco:

” yeppaaa!”. La colonna di Vanessa è salita!
Ora tocca a me ma il più lo ha fatto il socio. Io devo solo salire in fretta per festeggiare!

Rimane il tiro di dry da liberare. E quello tocca a me. Un onore a testa.
Il ricordo era di un tiro fattibile. Il ricordo.
Non riesco a passarlo tutto in libera. Cerco di dare fondo al repertorio di posizioni assurde ( grazie yaniro di esistere ) tipiche del dry ma non basta. Dopo alcuni resting arrivo alla frangia di ghiaccio.
Il primo attacco finisce male. Un cavolfiore si spezza e mi trovo a penzoloni di sotto ma
“sbagliando si impara” oppure “chi non ha tecnica metta braccia” e con ampie mazzate da minatore mi ribalto sul ghiaccio ed in breve è “sostaaaa!”

Vanessa robe neire è nata.

I tre momenti più belli? Sentire lo “Yeppaaa!” di Marco, arrivare in cima ed abbracciarci, uscire dal dry appeso al cofano di ghiaccio.

Un grazie agli amici che ci hanno accompagnato: Mauro Appino, Andrea Ruffino e Davide Sacchetti.

Un grazie speciale al negozio Mountain Sicks di Rivarolo C.se per il materiale tecnico che ci ha concesso di creare questa grande linea.

 

 

Apritori: Marco Appino- Umberto Bado gennaio 2010 / 21 gennaio 2017
Difficoltà: III/5+/ M9/A0/R ( III/3 R per l’uscita di destra)
Tiri: 6 ( 5 per l’uscita di destra)
Sviluppo: 240 m
Materiale: dotazione da cascata + una vite corta + friends dallo 0,3 allo 0,75

 

Avvicinamento stradale: percorrere la Valle dell’Orco raggiungendo il paese di Noasca. Continuado dopo l’abitato, percorrere la strada che porta a Ceresole Reale fino all’inizio della galleria. Prima di essa prendere una stradina sulla sinistra e seguirla fino al suo termine sotto la parete della Piramide.
Avvicinamento a piedi: l’avvicinamento è analogo a Tempo Tiranno. Guadare il torrente e salire nel canale sotto la parete di Pianchette fino a dove inizia il ghiaccio. 20 min . Condizioni valutabili dall’auto.
Nel caso si voglia salire solo la goulotte prestare attenzione alle temperature. La colonna e le stalattiti saranno sopra di voi a guardarvi……

L1: salire il ghiaccio colato lungo placche facili diedri andando a sostare a sinistra prima di una evidente ostruzione del canale. Due spit senza cordone, 40 m
L2: placca e diedro con ghiaccio molto fine e poco proteggibile poi più facile lungo vari diedrini.
Sosta a sinistra prima di due caratteristici sassi incastrati. Due spit con cordone, 40 m
L3: passando sotto i sassi si continua per la goulotte ora ampia e ben proteggibile. Sosta a sinistra con spit e cordone. 50 m
L4: seguire la grande colata fin dentro la grotta posta alla base dell’ultimo salto di ghiaccio e alla partenza del tiro di dry a sinistra. Sosta su cordoni rossi e blu. 50 m

USCITA A DESTRA ( Vanessa) III/ 3

L5: superare il salto di ghiaccio, breve tratto verticale, e prosegurie nel bosco. Sosta su pianta da fare. 60 m
Da qui, traversando sulla destra idrografica, si può giungere alla sosta di uscita della colonna posta su un grande masso squadrato sul ciglio del salto.

USCITA A SINISTRA ( Vanessa robe neire) III/5+/ M9 A0 ( Condizioni gennaio 2017)

L5: raggiunto il primo spit una serie di facili lame porta all’inizio del grande traverso. Man mano che si avanza i piedi spariscono. Dopo una parte con piazzamenti delicati, le picche tornano ad essere buone ma i piedi rimango una vago ricordo.
Dopo 15 metri di traverso si aggancia il ghiaccio e si esce in sosta sotto la colonna. Sosta su tre spit . 25 metri, M9 A0
L6: quattro spit proteggono la salita di una delicata placca di petali. Le picche possono lavorare in alcune fessure. Con tanto ghiaccio gli spit spariranno.
Agganciare la stalattite e delicatamente salirla fino alla nicchia dietro la colonna.
Passando tra ghiaccio e roccia sbucare sul lato opposto e salire la colonna fino in cima.
Ribaltamento su erba prima della sosta a spit. 30 metri.

Discesa: in doppia lungo la cascata

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