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Becca di Gay, scialpinismo nel Vallone di Piantonetto

Aprile 4, 2021

La Becca di Gay ( 3621 m) è una delle più alte e belle vette del versante meridionale del Gran Paradiso.
Posta a cavallo tra il Vallone di Noaschetta, la Valnontey e il Vallone di Piantonetto, questa vetta non ha un versante evidentemente facile che possa suggerire una via di salita logica.

La via normale,infatti, appare quasi all’improvviso solo se ci porta quasi fin sul piccolo ghiacciaio della Roccia Viva a quota 3000 sul versante sud -est. Da altre prospettive difficilmente si individua una via facile di salita e, per questo, è una sorpresa quando si scopre il canalone di salita incassato tra bellissime pareti di roccia.

La via normale alla Becca di Gay può essere una remunerativa salita di alpinismo classico durante l’estate, a patto che il canale sia salibile in sicurezza, oppure può essere una fantastica gita di sciALPINISMO.

A nostro parere è assolutamente consigliabile effettuare la salita della Becca di Gay in primavera quando tutto il Vallone di Piantonetto è ricoperto di neve e le pareti rocciose si stagliano poderose contro il cielo in un contrasto formidabile. In questo periodo sembrerà di fare una salita di ancor più alta montagna senza invidiare alcuni angoli del Monte Bianco o del Monte Rosa.

La bellezza della salita sta anche nella varietà dell’itinerario che possiamo suddividere in quattro distinte parti:

  1. dal Rifugio Pontese (2200 m) fino all’ingresso del canalone a quota 3000 metri: una gita di scialpinismo valutabile BS lungo bei pendii esposti da NE a E. Questa parte va affrontata al mattino presto per giungere al canale prima che questo prenda troppo sole. In discesa ci si lecca i baffi ad ogni curva!
  2. Il canale fino a quota 3250: pendenza tra i 35° e i 40° con qualche metro a 45°. In salita ramponi e sci a spalle. In discesa? Beh, dipende quanto siete confident con il ripido ma se avete il giusto timing e le condizioni sono corrette allora vi farete una super sciata.
  3. Il ghiacciao sospeso fino a quota 3550: non sembra vero ma dopo un canale così ripido c’è un ghiacciao sospeso sopra le pareti e sopra la valle. Si torna su pendenze dolci e sembra di camminare sopra il mondo. Questa parte in discesa vi scalderà le gambe per il canale ma perdete qualche minuto a godervi il posto… magico.
  4. La cresta finale: con molta neve si possono portare gli sci fino in vetta, nel nostro caso invece abbiamo fatto un deposito sci a quota 3550 e abbiamo salito gli ultimi 70 metri con picca e ramponi e con qualche facile passo sulle rocce della cresta.

Manco a dirlo, la cima della Becca di Gay è un perfetto punto panoramico ma ciò che più da soddisfazione è prorpio la varietà della linea di salita ( e discesa!) che sa appagare sia dal punto sciistico che dal punto di vista alpinistico.

Chiusi gli scarponi e gli attacchi inizia la seconda parte dell’avventura.
Buone condizioni? Timing corretto? Si??? Allora, via. Buona sciata!

 

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Il rifugio Pontese è la base d’appoggio per questa gita :

RIFUGIOPONTESE.IT

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